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7月23日 PartenzeParole in un viaggio. Notte insonne quella di ieri pensando a mille cose...A dire il vero, pensando a te. L'idea che il giorno dopo sarebbe stato il primo di una lunga serie senza di te, senza i tuoi abbracci, mi toglieva il respiro e la tranquillità. Non c'era film idiota che riuscisse a regalarmi un po' di sonno. Ho scelto una soluzione alternativa: ho iniziato a guardare la stanza, il soffitto, le pareti, la finestra chiusa. Avevo voglia di scappare da lì e venire da te, sotto casa tua, per urlarti tutto il bene che ti voglio, tutto l'amore che ho per te. Questa mattina poi, sveglia alle 07:00...A momenti mi riaddormentavo. Sveglia silenziosa. Triste. Un po'...Tanto. Doccia per riprendermi, per pensare, pensare di riprendermi ciò che ieri è andato via. Riprendere te ed andare insieme al mare, così...perché ci basta poco per stare bene. Tornato in camera ho pensato al tuo di viaggio, mi chiedevo dove fossi ora, cosa stessi facendo. Accendo il telefono, arrivano i tuoi messaggi...Ci avrei scommesso. Ti rispondo.
Esco di casa, passi per strada...Senza musica nelle orecchie, per poter ascoltare un'ultima volta questi portici, questa vita, e piano piano lasciarmela un po' alle spalle, solo un po'. Arrivederci Bologna, arrivederci amore mio...Mi manchi amore mio. E mentre ti scrivo tutto questo, sono seduto qui a bordo di uno stupido treno, vicino al finestrino, come piace viaggiare a me...Carrozza 7, posto 106. Gente casuale intorno. E' qui che serve la musica. “Sometimes you can't make it on your own” U2...Musica dolce, la definirei così: dolce, triste...Una specie di lamento. Senza dare troppa attenzione alle parole, senza riuscire a cogliere il significato di una frase del testo. E sorrido, pensando a quando ieri provavo a studiare inglese, alla tua dolcezza, al tuo essere dolce, al tuo modo di spiegarmi le cose, nel tuo vedere sempre qualcosa di bello in me. Farmi sentire bello, regalarmi il bello che è in te. Credo che non ci sia dono più prezioso per un uomo, nella propria vita, che ricevere il cuore della persona che ama. Continuano le note, continuano le parole. Ho ritagliato un angolo di mio mondo in questo treno - Carrozza 7 posto 106 - un piccolo quadrato dove coesistono, la mia persona, i miei oggetti, i miei pensieri. Gli occhi rivolti là fuori. C'è un bel sole, passano i ponti e le strade, i prati, le case. Il gioco che amo fare è guardare appena fuori da questo treno e vedere le immagini sfigurarsi alla velocità del passaggio. L'erba si fonde alla terra in un'armonia di colori caldissimi. Tralicci che scorrono come onde, pali che tagliano come lame questo splendido paesaggio. In fondo il cielo, celeste. Mi manchi. Se fossi qui accanto a me, ora, sicuramente ti starei abbracciando, sussurrandoti nell'orecchio quella parola che, qualche mese fa, io e te distesi sul letto, avevamo paura a dirci, perché parlava dei nostri sentimenti, perché metteva a nudo i nostri corpi e ci lasciava così, senza difese. La stessa parola che oggi mi vive dentro, mi accarezza, mi emoziona. Sta crescendo, come noi due, insieme.
Da oggi, piccola mia, io e te siamo due viaggiatori su questa terra. Da cinque mesi amore mio, io e te siamo una sola cosa. Ti amo.
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