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日志


9月15日

L'Ultimo Regalo

Chiuderò per te quelle porte ancora aperte.
Riavrai tutto ciò che è tuo.
Presto, molto presto.
Così potrai avere tutto l'amore che vuoi.
 
Non rispondermi. Non ribattere.
Se lo farai non ci sarà seguito alle mie parole.

Non chiederti perchè.
Non farti domande inutili.

Viviti la tua vita.
Io vivrò la mia, con i miei lamenti.
Con i miei pianti da morto come li chiami tu.

Sono come hai detto tu uno che và a puttane...Sacrosanto.
Perchè è la vita che è una puttana.
Perchè se io sono un puttaniere è solo perchè in giro ci sono solo puttane.

Sto bene da solo con me stesso.
Sto benissimo.
E starò meglio un giorno.

Non voglio nulla. Non cerco nulla.
Non cerco nessuno.
Non voglio amicizie di nessuno, nè tantomeno amore...
Parola del cazzo.

Un giorno forse avrai e avrò un amico in più.
Sempre che tu te ne faccia qualcosa.
Sempre che lo vogliamo ancora.
Sempre che io ci sia ancora.

Fai un regalo a te stessa.
Smetti di piangere.
E inizia a sorridere.

Te lo meriti.


9月8日

Nel Profondo Di...

Un tavolo pieno di oggetti disposti senza senso.
Un televisore acceso che mi guarda.
Fogli pieni di parole che perdono il loro senso nell'attimo in cui vengono incise.
Libri aperti, iniziati, ma mai portati a termine. Abbandonati.
Vestiti gettati, ovunque. Su ogni sedia di questa stanza.
Armadio aperto e letto disfatto.
Un bicchiere d'acqua sotto la luce fioca di un abat-jour.
Qualche minuto fa c'era del ghiaccio dentro.
Si è sciolto.

C'è chi dice che l'ordine altro non è che la repressione di un disordine mentale.
Un modo di nascondere un malessere interiore, ma non interno.

Roberto mostro.
Roberto bastardo.
Roberto cattivo.
Roberto di ghiaccio.

Più o meno sono tutte queste cose. E tante altre ancora.

Intermezzo.

Ieri, per strada, verso sera, una ragazza mi ha fermato.
Avevo le cuffie.
Mi ha chiesto di toglierle e poi ha blaterato qualcosa sulla mia maglietta.
Mi chiedeva se quello stampato sopra fosse Frank di Donnie Darko.
Io mezzo stordito, come appaio ultimamente un pò a tutti, la fisso negli occhi e le dico di sì.
Lei falsamente sconvolta mi stende la mano per complimentarsi.
Di cosa poi?

Ho guardato quella mano. Me ne sono andato.

Roberto dopo qualche metro di strada si è fermato nell'ombra di un albero.
Spalle ad un muro.
Una lacrima è scesa sul viso senza un motivo.

La notte, ritornato a casa, ero perso con me stesso.
Così sono andato a correre. Saranno state le 23:45.

Ultimamente corro solo di notte, perchè così posso pensare. Perchè intorno è tutto buio.
Ed i portici sono i soli compagni che ho. La fatica poi fa male. Ti punge nello stomaco e ti costringe a fermarti.
Ma se hai imparato ad amare quel dolore, a controllarlo, allora puoi resistere ed andare avanti.
Finchè gambe e fiato te lo concedono.

Smetto di correre. I soliti cinquanta minuti.
Il cappello mi protegge dagli sguardi dei passanti.
Non vedo nessuno e nessuno vede me.

Fine Intermezzo.

Roberto mostro.
Roberto cattivo.

Perchè Roberto alla fine vuole starsene solo.
Non vuole nessuno e sta bene da solo.
Non ama nessuno nemmeno se stesso.
Non cerca nessuno nè tantomeno delle risposte.

Roberto di ghiaccio sta bene così.
Solo, nell'ombra di un albero o sotto le luci di un portico di notte.
A correre, per scappare da nessuno se non da se stesso.

Roberto bastardo.
Che fa male.

Ma voi, quanto male avete fatto?




9月4日

Fermo

Me ne sto fermo sul bordo. A guardare giù.
Vedo te, vedo voi. Che andate avanti con le vostre vite.
E mi incitate a fare altrettanto.
Vi vedo crescere, migliorare, andare avanti e affrontare i vostri problemi.

Me ne sto fermo.

Ma vorrei corrervi incontro.
Eppure sono fermo.

Gli occhi lucidi guardano il vuoto.
Le gambe ferme, tremano.

Mi chiedo perchè sto rovinando la mia vita.
Cosa mi sta tenendo fermo nell'istante esatto del salto.
Dove sto sbagliando.

Ti ho visto soffrire per me ed ora mi accorgo che sono solo passato.
Un eterno presente di me che diventa passato.
Proprio ciò che volevo. E và bene così. E' meglio che sia così.
E chissà per quanti altri sono soltanto un lieve ricordo.


Fuori fa freddo.
Stanotte ha piovuto.
Avrei voluto che quelle gocce fossero lame affilate di coltelli.
Ed io avrei voluto camminare sotto la pioggia.
9月1日

Fotografia Di Un Ricordo

Era la mia stanza.
Ed io ero piccolo e giocavo da Solo.
A volte piangevo.
Da Solo.
E loro non capivano.

Porta chiusa. Finestra aperta.

Ma ero solo un bambino.
E quei giorni sono passati.

Ma lo sono davvero?

Sono ancora in una stanza.
Gioco ancora.
E ancora da Solo.
A volte, piango ancora.
Ma nessuno sà il perchè.

E non sono più un bambino.

Porta chiusa. Finestra chiusa.